Ottimizzare le connessioni internet a banda larga

5th January 2018
Source: CORDIS
Posted By : Enaie Azambuja
Ottimizzare le connessioni internet a banda larga

Il progetto INSPACE, finanziato dall’UE, usa la tecnologia di multiplazione a divisione di spazio per creare una connessione a banda larga sostenibile. Le applicazioni internet e di banda larga che usiamo tutti quotidianamente attraverso i nostri dispositivi connessi richiedono enormi quantità di banda larga. Il traffico a banda larga, specialmente per applicazioni video, aumenta con una crescita annuale di oltre il 50%.

Se la società vuole tenere il passo con tali sviluppi, deve continuamente adeguare la capacità delle reti a banda larga in modo che siano scalabili ed efficienti in termini di costi.

Usando la tecnologia di multiplazione a divisione di spazio (Space Division Multiplexing o SDM), il progetto INSPACE assicura la sostenibilità della società odierna basata su internet a banda larga.

“Il nostro obiettivo era sviluppare soluzioni di connessioni in rete innovative che offrissero una scalabilità della capacità di rete al di là di quello che le soluzioni attuali offrono e in un modo efficiente dal punto di vista dei costi e dell’energia,” dice il Technical Manager del progetto, Ioannis Tomkos.

“Quello che abbiamo ottenuto sono significativi progressi concettuali e tecnologici nel settore delle reti ottiche, molti dei quali sono usati ora da rinomati gruppi di ricerca in tutto il mondo.”

Il progetto si è concentrato su tre settori centrali di sviluppo. Il primo era l’implementazione di un avanzato nodo di rete definito e controllato da software ad alto rendimento. Questo a sua volta ha richiesto che i ricercatori progettassero e sviluppassero prima un nuovo hardware in grado di gestire simultaneamente il traffico di rete proveniente da diverse direzioni di rete e collegamenti in fibra.

In secondo luogo, il progetto ha sviluppato nuovi modelli di trasmissione a fibra ottica e soluzioni di mitigazione dei problemi. “Questo ha assicurato che potessimo raggiungere eccellenti prestazioni di sistema e di trasmissione del segnale su distanze molto lunghe, come è necessario nelle reti principali,” ha spiegato Tomkos.

E per finire, il progetto ha sviluppato algoritmi per ottimizzare risorse di rete. Questi algoritmi hanno estensioni integrate di piano di controllo per sostenere efficientemente la gestione efficace di tutte le risorse a disposizione nella frequenza/lunghezza d’onda ottica (ad es. diversi slot di lunghezze d’onda e frequenza) e dimensioni dello spazio (ad es. diverse fibre).

Il lavoro svolto su questi aspetti ha messo i ricercatori di INSPACE in prima linea nel campo delle reti ottiche SDM - un argomento che era agli inizi quando il progetto è stato lanciato. “Nel corso del progetto, INSPACE è stato in grande concorrenza con altri importanti programmi di ricerca che si svolgevano in tutto il mondo, tra cui in Giappone e negli Stati Uniti,” dice Tomkos.

È stato il fatto che il progetto abbia aggiunto concetti di reti ottiche flessibili dal punto di vista dello spettro all’approccio SDM a dare a INSPACE questo vantaggio. “Ci siamo riusciti implementando la cosiddetta integrazione spaziale degli elementi della rete ottica per una rete ottica flessibile dal punto di vista dello spettro basata su super-canali,” spiega Tomkos.

“Lo abbiamo fatto in modo che il loro uso potesse essere condiviso per diversi sistemi WDM paralleli in diverse dimensioni spaziali, creando così le potenzialità per un enorme adeguamento della capacità e una riduzione del costo unitario grazie all’integrazione e alla condivisione delle fibre ottiche e dei componenti.”

Secondo Tomkos, tutta la comunità scientifica delle comunicazioni ottiche e delle reti prevede che l’SDM, insieme a soluzioni di rete ottica flessibili dal punto di vista dello spettro (cioè quello che INSPACE promuove come “Collegamento in rete ottica flessibile dal punto di vista dello spettro e dello spazio”: SS-FON), diventerà la soluzione chiave per l’imminente crisi della capacità.


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