Un’applicazione dal suono alla notazione

17th January 2018
Posted By : Enaie Azambuja
Un’applicazione dal suono alla notazione

Oggigiorno i musicisti di tutto il mondo hanno la possibilità di usufruire dei vantaggi offerti da una tecnologia ibrida che trae ispirazione dagli assistenti virtuali e da applicazioni quali Google Translate. Questo strumento consente di tradurre i suoni in notazioni musicali con un livello di precisione senza precedenti. Per chi desidera semplicemente ascoltare musica in auto o con le cuffie, la complessità della notazione musicale ha da sempre rappresentato un ostacolo difficile da superare.

Si tratta infatti di un sistema non solo difficile da leggere ma anche estremamente complicato da scrivere con disinvoltura, specialmente nel caso dei suoni polifonici. Tuttavia, siamo di fronte a un processo cruciale che, come molti musicisti sono concordi nell’affermare, garantisce una qualità musicale superiore.

Per questi professionisti, l’utilizzo di uno strumento così sorprendentemente facile da utilizzare per la notazione musicale come Google Translate potrebbe trasformarsi in realtà, afferma il prof. Sven Ahlbäck dell’azienda svedese DoReMir Music Research AB.

“Le idee musicali, le canzoni o le melodie possono affiorare alla mente in modo improvviso e quando ciò accade è importante fermarle velocemente prima che svaniscano.

La notazione musicale umana o tramite computer ha da sempre rappresentato un processo lento la cui acquisizione richiede del tempo insieme a capacità di analisi della sintassi musicale per il riconoscimento della firma temporale, del ritmo, della chiave e così via. La capacità di trasformare l’idea musicale direttamente in notazione consente a numerosi musicisti di risparmiare molto tempo.”

Per far ciò, questi professionisti non dovranno andare molto lontano: ScoreCloud, un assistente virtuale per la notazione, disponibile come software per PC/Mac e applicazione iOS, può essere ora scaricato gratuitamente o a fronte del pagamento di un abbonamento mensile grazie al sostegno offerto dal progetto SME Instrument.

Si potrebbe pensare al sistema come a un assistente virtuale del calibro, ad esempio, di Alexa di Amazon o di Siri di Apple, con l’aggiunta di una funzione di traduzione istantanea: mentre si canta o si suona uno strumento, ScoreCloud è in grado di eseguire automaticamente la notazione musicale a partire dalla quale è possibile sviluppare le proprie idee trasformandole in arrangiamenti e composizioni all’interno dell’applicazione stessa. Il servizio web my.scorecloud consente persino di condividere le notazioni con gli utenti di tutto il mondo.

“Da molti anni mi dedico allo studio della percezione della struttura musicale da parte delle persone e ho scoperto che queste ricerche potrebbero essere utilizzate per lo sviluppo di un software per l’automatizzazione della notazione musicale,” spiega il prof. Ahlbäck.

“ScoreCloud ha avuto origine proprio da questa considerazione ed è stato concepito per aiutare tutti i musicisti, dai principianti e gli amatori ai professionisti, che desideravano far eseguire la propria musica da altri o svilupparla attraverso la notazione musicale.”

Questo strumento è anche in grado di abbattere le barriere legate alla complessità musicale. Come spiega il prof. Ahlbäck, i modelli cognitivi di ScoreCloud riproducono la percezione della musica da parte delle persone e tentano di elaborare una notazione musicale non solo accurata ma anche effettivamente leggibile.

Questi strumenti consentono di distinguere le varie voci e di semplificare la partitura musicale, proprio come farebbe un musicista in carne e ossa che esegue la notazione.

Gestire la complessità musicale attraverso l’applicazione ScoreCloud rappresenta effettivamente il vero motivo che ha spinto DoReMir a provare ad accedere ai finanziamenti dell’UE. “Uno dei principali problemi legati alla notazione musicale automatica consiste nella capacità di analizzare il suono polifonico, ovvero un suono caratterizzato dalla presenza simultanea di più di una nota.

Solo pochi anni or sono, il livello di esecuzione del riconoscimento delle tonalità polifoniche era ben lontano dall’essere in grado di produrre in modo efficace partiture musicali a partire da comuni strumenti polifonici come il piano o la chitarra.

Il nostro obiettivo consisteva nell’abbattere tale barriera utilizzando le tecnologie più moderne unitamente ai modelli cognitivi allo scopo di rendere effettivamente possibile la trascrizione automatica della musica a partire dal suono polifonico. I finanziamenti stanziati dall’UE ci hanno offerto questa opportunità,” afferma il prof. Ahlbäck.

Guardando indietro, il sistema di trascrizione delle tonalità polifoniche sviluppato nell’ambito del progetto DOREMIR ha persino superato le aspettative iniziali. Il prof. Ahlbäck parla di prestazioni in grado di stabilire un record mondiale.

“I test condotti nella fase beta hanno fatto parlare di ScoreCloud come di un “anello mancante” tra la riproduzione e la notazione musicale. L’iniziativa ha suscitato anche l’interesse di altre aziende specializzate nella produzione di software che desiderano utilizzare la nostra tecnologia”, spiega entusiasta l’esperto.

Sebbene il progetto si sia concluso nel mese di settembre del 2017, il prof. Ahlbäck e il suo team hanno in programma “un lungo elenco di prodotti”, tra cui applicazioni multipiattaforma destinate a cantanti, compositori o bambini che desiderano imparare la musica.

“Questa tecnologia consente di analizzare i contenuti musicali a un livello mai raggiunto finora che, a sua volta, apre le porte ad applicazioni per la ricerca di contenuti musicali, sistemi di raccomandazione musicale e così via. È inoltre in corso il rilascio di un’applicazione per la creazione di messaggi musicali, vale a dire messaggi accompagnati da melodie. Le possibilità sono infinite”, conclude il prof. Ahllbäck.


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