Ascesa, declino e rinascita dei sintetizzatori analogici

12th March 2019
Posted By : Alex Lynn
Ascesa, declino e rinascita dei sintetizzatori analogici

Nel momento in cui si vuole cercare di definire i suoni che hanno accompagnato gli anni '70 e '80, un singolo strumento balza prepotentemente alla ribalta: il sintetizzatore analogico. Jean-Michel Jarre, Herbie Hancock, Gary Numan, Kraftwerk, Depeche Mode, Rick Wakeman e molti altri hanno composto brani che sono entrati nella storia della musica utilizzando questo tipo di strumento.

Di Mark Patrick, Mouser Electronics

Il compianto Keith Emerson ha suonato sui palchi di tutto il mondo con il suo colossale Moog Modulator, una vera e propria icona nel panorama della musica elettronica. Tutti coloro che sono cresciuti in quegli anni molto probabilmente ricordano i loro brani favoriti che utilizzavano le caratteristiche voci di un sintetizzatore analogico. Come, ad esempio, dimenticare la colonna sonora di Jam Hammer che apriva l'appuntamento settimanale con Miami Vice?

Molte delle aziende che producevano sintetizzatori durante quel periodo evolutivo sono ancora attive, insieme ad altri nomi che successivamente si sono affacciati alla ribalta e si sono specializzate nella realizzazione sintetizzatori, campionatori e batterie elettroniche.

I produttori di sintetizzatori più affermati, nomi del calibro di Korg, Moog e Roland, sono ancora tra gli attuali leader di mercato, anche se in linea generale, si è assistito a uno spostamento verso l'uso di tecniche digitali che prevedono il ricorso a DSP (Digital Signal Processor) con cui replicare suoni analogici e di sintetizzatori software, alcuni dei quali cercano di imitare i più datati modelli di sintetizzatori implementati in hardware.

Sul mercato sono stati anche introdotti sintetizzatori di tipo ibrido, che abbinano una parte analogica a una digitale, mentre una nuova generazione di "maker" sta cercando di rinverdire l'interesse verso i sintetizzatori analogici attraverso lo sviluppo di un gran numero di progetti.

Essi affermano che l'imitazione è la miglior forma di apprezzamento e, in un contesto di questo tipo, molti dei moderni sintetizzatori hardware e basati su software prevedono modalità di emulazione o caratteristiche derivate dai migliori sintetizzatori degli anni '70 e '80. A questo punto è utile domandarsi le ragioni di questo rinnovato interesse verso questi sintetizzatori analogici d'epoca.

Il Minimoog, per esempio, era un sintetizzatore monofonico compatto in grado di funzionare senza cavi di connessione (patch), in contrasto quindi con la tendenza imperante a quei tempi che privilegiava unità modulari grandi e ingombranti, e integrava tre oscillatori controllati in tensione (VCO - Voltage Controlled Oscillator) che conferivano allo strumento il caratteristico suono "fat" (corposo).

Con i suoi due oscillatori per voce, il modello Jupiter 8 polifonico a 8 voci di Roland (ovvero il sintetizzatore di punta della società nei primi anni '80), è ancora oggi, a 37 anni dallla sua introduzione sul mercato, uno strumento molto ricercato. Si trattava anche del primo sintetizzatore in cui la tastiera era organizzata come l'insieme di due sintetizzatori indipendenti in grado ognuno di produrre un suono differente.

Grazie all''ampia varietà di suoni che era in grado di generare, è divenuto lo strumento preferito di parecchi dei più importanti gruppi musicali dell'epoca, assicurandosi un posto di rilievo nella lista dei sintetizzatori vintage più ricercati. A quei tempi altri sintetizzatori hanno segnato la storia della musica elettronica, come quelli realizzati da aziende quali Sequential Circuits, Yamaha e Oberheim, solo per citare alcune tra le più famose.

L'aumento del numero dei produttori di sintetizzatori aveva generato la richiesta di circuiti integrati specializzati in grado di sostituire la catena discreta formata da VCO, VCF (Voltage Controlled Filter - filtro controllato in tensione ) e VCA (Voltage Controlled Amplifier - amplificatore controllato in tenione). Aziende come CEM (Curtis ElectroMusic) e SSM (Solid State Machines) hanno sviluppato chip adottati su larga scala.

Dispositivi come il VCO integrato di precisione CEM3340 sono stati utilizzati per la realizzazione da alcuni dei più importanti sintetizzatori dei primi anni '80, come Prophet 1 di Sequential Circuits e OB-X di Oberheim.

Questi circuiti integrati non solo hanno permesso di realizzare circuiti di oscillazione più stabili, ma hanno contribuito a ridurre drasticamente gli ingombri, in particolar modo nei sintetizzatori polifonici che nel frattempo ospitavano un numero sempre maggiore di funzionalità. Un altro integrato molto diffuso a quei tempi era il VCO 2030 di SSM.

Complice l'evoluzione tecnologica, i produttori di sintetizzatori hanno iniziato a sviluppare progetti digitali e a utilizzare "sintetizzatori-soft" (soft-synth), ovvero implementati via software.

Di conseguenza la richiesta di questi integrati specializzati è andata via via declinando sino ad arrivare alla cessazione della produzione, creando in tal modo un serio problema a tutti coloro che oggi vogliono ripristinare o riparare i sintetizzatori analogici dell'epoca. Il VCO CEM3340 è stato reintrodotto parecchi anni dopo il progetto iniziale e a volte è ancora reperibile su eBay, come pure alcuni dei dispositivi prodotti da SSM. Per tutti coloro che fossero interessati, su Wikipedia è reperibile un elenco completo dei circuiti integrati di CEM e SSM unitamente a quello dei sintetizzatori nei quali sono stati utilizzati.

Alcuni degli altri circuiti integrati impiegati nei sintetizzatori analogici hanno avuto una sorte migliore in termini di supporto su base continuativa e di disponibilità del prodotto. Il microprocessore Zilog Z80 a 8 bit, ad esempio, è stato utilizzato per la prima volta da Roland nel suo sintetizzatore Jupiter 8 per controllare le configurazioni dei patch e ha continuato a essere impiegato nello sviluppo di nuovi prodotti, come ad esempio il mod. SH101 (un sintetizzatore monofonico a 23 tasti introdotto agli inizi del 1982).

Immesso sul mercato nel 1976 e ancora oggi disponibile, lo Z80 divenne il processore più utilizzato nei personal computer fino alla metà degli anni '80.


È necessario aver eseguito l’accesso per commentare

Lascia un commento

Nessun commento




Sign up to view our publications

Sign up

Sign up to view our downloads

Sign up

Sensor+Test 2019
25th June 2019
Germany Nürnberg Messe
DSEI 2019
10th September 2019
United Kingdom EXCEL, London
European Microwave Week 2019
29th September 2019
France Porte De Versailles Paris
Engineering Design Show 2019
16th October 2019
United Kingdom Ricoh Arena, Coventry
ELIV 2019
16th October 2019
Germany Bonn World Conference Center